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Turisti a quattro zampe, liberi di viaggiare, mentre, quelle che volano liberi di essere massacrati per sport da maniaci della doppietta. Bella contraddizione per chi sta al governo e si propone di rendere l'Italia “animal friendly” in cui tutte le creature viventi sono tutelate. Tutte, perchè abbiano 4 zampe. Quelle a due zame e due ali non rientrano in questa prospettiva. Basta sentire cosa sta succedendo in Italia in questo periodo: spari ovunque. Sparano da tutte le parti, vicino alle case, alle strade, nei prati come nei boschi. Sotto i colpi uccelli rari e proibiti, cioè tutelati perché in via di estinzione. Si caccia per fame o per il piacere di sparare a tutto con fucili a ripetizione. Sparano a tutto, basta che qualcosa si muova.
Meritevole ciò che è stato fatto sul fronte dell'offerta turistica volta a garantire servizi innovativi per consentire di trascorrere le vacanze con al seguito i propri animali. E altre Meritevole sono pure le iniziative volte a combattere l'abbandono e il commercio clandestino di animali. Ma deludente e poco incisiva la battaglia per l'abolizione della caccia. Inutili proposte di legge che non verranno mai sottoposte all'approvazione del Parlamento. Se realmente si vuole abolire la caccia, almeno tra le case, vicino ai centri abitati, alle strade e nei fondi privati, l'asciando solo la caccia di selezione e in riserve adeguatamente controllate, l'unica strada credibile è il doppio referendum popolare.
Un referendum per abolire l'articolo 842 del Codice Civile, per toglie di fatto la terra ai cacciatori . Un articolo anticostituzionale, che prevede che i cacciatori siano più uguali degli altri. Il secondo referendum dovrebbe abolire di fatto la caccia libera.
In Italia, in questi ultimi trent'anni si sono votati referendum di ogni tipo, non vedo perché non si possano raccogliere firme per abolire la caccia.
La difesa della vita di tutte le creature viventi e la creazione di una nuova cultura di amore e rispetto nei loro confronti, rappresentano, anche per me, dei valori fondamentali e costanti riferimenti della mia vita.
E' evidente la mia contrarietà alla caccia, come lo sono alla vivisezione, allevamento degli animali per la produzione di carne e di pellicce, e utilizzo degli animali nei circhi.
Detto questo vi chiederete perché non aderisco al movimento “la coscienza degli animali”? Perché? Per una ragione esclusivamente di ordine ideologico. Non mi va di entrare a far parte di un movimento che ha al proprio interno “personaggi icone”, che, che non stimo, che non condivido le scelte e le posizioni in campo politico e professionale. Non posso condividere ideali e battaglie compagni di viaggio sgaditi, meglio rimanere soli e liberi che stare in compagnia poco gradita.