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Approvata la legge salva Errani-Formigoni.
Il 15 aprile 2010, la Camera ha approvato (ASCA) con 435 voti a favore, 21 contrari e 41 astensioni la legge salva Errani-Formigoni. Contro la 'leggina', che sana gli effetti del decreto 'salvaliste', dichiarato incostituzionale dal "Tar" del Lazio e della Lombardia.
Hanno votato contro i deputati dell'IdV e i radicali eletti nelle liste del Pd.
La coppia stagionata dalle molte legislature di presidenza delle Regioni Emilia Romagna-Lombardia per ora è salva. La legge 2 luglio 2004, n. 165 "Disposizioni di attuazione dell’articolo 122, primo comma, della Costituzione", art.2, punto f., ne vieta la ricandidatura dopo due mandati consecutivi , salvo diversa disposizione delle regioni. Per queste due regioni, non avendo disciplinato in modo diverso la materia, valgono le disposizioni della legge nazionale. E questo è confermato dal fatto che il Governo ha dovuto presentare e fare approvare la legge "salva Errani e Formigoni". Questi due signori sapevano bene sin dall'inizio di essere ineleggibili, ma nonostante ciò si sono presentati e sono stati rieletti. Grazie a questa norma, una volta approvata anche dal Senato, avrà valore retroattivo e strettamente personale, i due furbi torneranno alla "verginità", ossia potranno ricandidarsi tutte le volte che vorranno, senza limiti. Una legge a posteriori per legittimare un comportamento fuori legge consumato, nel più aperto spregio delle leggi, da una classe politica che si comporta come se la legge non esistesse. Violando la legalità, questo decreto, introduce un principio nuovo quello delle "leggi ex post", retroattive, cioè riguardanti reati precedenti. Da ora in poi tutto sarà possibile: hai commesso un reato, hai un problema con il fisco, non vuoi pagare le bollette dell'acqua, della luce e del gas, hai subito un torto, sei stato licenziato, ecc.. nessun problema, scrivi un decreto ex post e personale e tutto va a posto.
Dopo l'approvazione di questa legge, codice civile e codice penale saranno inutili e potranno essere consegnati al leghista Calderoli, che con gesto plateale, provvederà bruciali. La democrazia diventa libertà assoluta a disposizione dei forti e dei furbi liberi di fare in tutta coscienza ciò che vogliono ai danni dei deboli. Si dice che il passato non lo possa cambiare neppure gli dei, dopo questa legge, questo non sarà più vero, almeno per i politici italiani che, oltre a rubarci il futuro, riescono con naturalezza a cambiare il passato. E' una cosa semplice, come l'uovo di Colombo, perché nessuno ci aveva pensato prima? La leggina è incostituzionale e anche se verrà promulgata, rimarrà sempre tale. Io spero che venga fermata prima dell'approvazione, che l'informazione generi indignazione e di conseguenza una vera opposizione che costringa il Governo a ritirare questo infame provvedimento.
E' una vergogna che il PD e l'UDC abbiano votato questa legge. E questa è la sinistra che noi vorremmo? No, grazie.

La casta è invincibile ed il Governo è un suo ostaggio!
Demagogia e corporativismo politico: la riduzione dei consiglieri comunali e provinciali è finita come finiscono tutte le questioni riguardanti le poltrone e i politici
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Ennesima storia di demagogia politica e contemporaneamente un'esemplare storia di corporativismo della casta "dei politici italiani". La legge finanziaria, approvata a Natale del 2009, prevedeva l'immediata riduzione del 20% del numero dei consiglieri comunali e provinciali, che doveva essere applicata al primo rinnovo del consiglio di questi enti. Il risparmio per l’erario dei poteri locali era stimato in 213 milioni di euro sui tre anni, di questi tredici già nel 2010. Sorpresa, il governo, cedendo alle pressioni della casta e delle sue organizzazioni, ANCI e UPI, ha deciso di rinviare al 2011 l’entrata in vigore della norma. Ciò che va sottolineato è che il 28 marzo 2010, si voterà per le regionali e per il rinnovo di ben 1.031 comuni (sui 8.200 circa) e di 11 province (su 107). Pertanto, per tutti questi comuni e province, non ci sarà nessun sfoltimento delle poltrone e poltroncine. Per altri quattro o cinque anni tutto rimarrà invariato, le poltrone sono salve, anche se il governo, che non intende rinunciare ai 13 milioni messi in preventivo previsti dalla norma, si avvarrà sui trasferimenti ordinari, detraendo le somme corrispondenti e i comuni e le province graziate dovranno provvedere a reperirle con proprie ed ulteriori misure fiscali.
E' come dire ulteriore ricadrà ancora una volta sul contribuente. Ma questo è il costo della democrazia. In Italia si stima che siano oltre mezzo milione le persone che vivono di politica. Una casta da mezzo milione di attivisti pronti a tutto per difendere i privilegi e la pagnotta. Riformare la politica per riformare lo stato e la società, significa passare sul cadavere della casta?
E intanto il Governo non perde tempo e aggiunge altre 20 poltrone, tra Cda, collegi sindacali e direttori generali. Tre nuovi carozzoni di stato, FormezItalia, Difesa Servizi e Protezione civile, sono stati creati dal Governo Berlusconi. Le motivazioni e l'utilità, sono tutte di opportunità politica, controllare da vicino l'uso dei fondi.

Berlusconi è contro la Consulta, contro i giudici e contro il Presidente della Repubblica. Berlusconi sta attentando alla Costituzione. E gli italiani dove sono, con chi stanno? Con l'uomo dalle palle dure - fossilizzate?

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