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Alle domande: "chi è costui" e "chi sono io", potrei rispondere con un semplice "non lo so", che dè a più di sessantacinque anni che cerco di rispondere a questa inquietante domanda.
Per farla breve cercherò di rispondere con delle affermazioni che ritengo appropriate alla mia persona.
Ritengo di essere:
1. un uomo libero, che ama pensare, ragionare, avere una propria idea propria su tutto ciò che mi riguarda;
2. un ricercatore, magari piccolo, dalle buone abilità e conoscenze tecniche, praticate da tanto tempo (forse da sempre), riguardo al disegno della ricerca, all'organizzazione delle rilevazioni statistiche, ai sistemi informativi, all'elaborazione e all'analisi dei dati, alle procedure di ricerca, ai sistemi di valutazione, agli studi comunità, agli aspetti demografici e alla comunicazione, in ambito sociale ed economico;
3. un ricercatore della verità;
4. un uomo "qualunque" abituato a porsi mille domande e per ognuna di esse cerca la o le risposte attraverso i paradigmi del mestiere, la ricerca scientifica e del buon senso. Ho l'abitudine, dopo essermi posto gli interrogativi, di indagare, consultare le fonti e dove mi è possibile rivolgermi ai testimoni oculari, agli esperti;
5. un uomo che ama molto la vita, soprattutto la bella vita, e che cerca nell'armonia universale la risposta alle grandi questioni dell'umanità;
6. un uomo solidale e di pace, convinto che tutti gli uomini sono uguali e fratelli con gli stessi diritti e doveri;
7. un uomo che non ama delegare, ma partecipare in prima persona e condividere impegni e responsabilità con tutti;
8. un uomo che per tutta la vita ha rincorrendo l'ideale di democrazia diretta senza deleghe, né intermediari di professione;
9. un uomo che crede nell'unicità dell'uomo, materia, spirito ed emozioni e nell'armonia l'immagine universale.
Questa è la mia filosofia di vita, la filosofia di un fuorisacco.
Nato alla fine della seconda mondiale e vissuto fino all'età di 15 anni in un paesino isolato della Franciacorta, sesto di otto figli, da genitori poveri, padre operaio e madre casalinga, dopo tante esperienze e trasferimenti, completamente sradicato dalle proprie origini, con una mentalità cosmopolita, oggi con la mia famiglia allargata, composta da cinque generazioni, mi trovo a vivere in un paese della pianura bresciana, a ridosso del lago di Garda, isolato in mezzo ai campi.
Qui studio, lavoro, coltivo la terra, e continuo la ricerca della verità e inseguo i sogni che hanno animato la mia vita sin dalla gioventù.
I miei simboli, ogni uomo ha i propri simboli.
La farfalla, è il primo dei miei segni
perché multicolore, leggera si muove con elegantezza senza spostamenti d'aria e senza fare rumore. E' bella da vedere, riempie l'aria con i suoi rapidi movimenti, senza importunare nessuno. Si trasforma e non lascia traccia, residui.
Il papavero, è il secondo dei miei segni
perché è un fiore semplice e spontane, elegate e inconsistente nelle forme, si fa notare con discrezione sui cigli delle strade come nei campi di grano. Simboleggia l'ardire del semplice, dell'uomo qualunque, cresce ovunque senza permesso o l'intervento di qualcuno. Quando i prati, i campi di grano, i cigli delle strade, le aree incolte si colorano di rosso il pensiero vola all'uguaglianza tra tutti gli esseri dell'universo, alla libertà, alla socialità. Accostamenti difficili da spiegare ma realtà viva.
Perché quando vedo un campo colorato di rosso mi sento un uomo libero, felice e in armonia con la natura e la voglia di urlare questa gioia diventa una necessità fisica. Dalle nostre parti, i primi papaveri fioriscono "sempre", ogni anno, il 25 aprile. Che si tratti di un segno di speranza o una coincidenza dovuta al caso?
Illupo, è il terzo dei miei segni
perchè animale forte, solitario, autonomo, gentile e intelligente, che sa sempre meritare il rispetto degli altri.
Amo i lupi, per traslazione i cani lupo, come il mio.
Messaggio al navigante
Non prendete troppo sul serio il contenuto di questa pagina.
Per chi, come me è entrato o sta per entrare nell'autunno della vita, di certo non ha senso presentarsi sbandierando il proprio curriculum professionale, che rimane unicamente come esperienza personale e come eventuale dono per quanti operando nel sociale fosse nelle condizioni di utilità per assolvere alla propria missione.
Tuttavia la mia vita è piena di idealità e di progetti che spero di realizzare.
Ripensamenti
In un primo momento ho pensato che riportare l'elenco delle parole e delle frasi chieve che regolano la mia esistenza di cittadino e uomo fosse una buona idea. Parole del tipo:
1. buona vita;
2. solidarità e eco-
3. autogestione della vita e della salute;
4. uguaglianza e rispetto dei dirritti degli altri;
5. autoregolamentazione dei propri; comportamenti nel rispetto delle regole e dei diritti altrui;
6. riconoscimento di tutti i diritti di tutti;
ecc..
Ho cambiato idea dopo una ricerca su internet proprio su "i miei valori" e aver ottenuto qualcosa come 1.800.000 risposte. Alcune di queste sono risposte non attinenti all'argomento, altre rindondanti. Sorprendente, per me, è che tutti i politici, di destra, di centro e di sinistra, alla fine parlano dei "miei valori", e sottolineano che sono li, in politica, proprio per affermare i loro valori. Anche se ben pochi dicono di che valori si tratti.
Dopo quanto ho appreso, ho ritenuto bene tacere, lasciar perdere la questione valori. Certamente, per non confondermi, e per non essere identificato come un .... E poi, il mondo può fare a meno di queste mie dichiarazioni.
A fine estate, anche i fichi maturano, sempre che non marciscano sulla pianta o vengano divorati dagli insetti. Forse anch'io un giorno potrò dire sono maturo.